Psicologia e visione

Per quali motivi, oltre ad essere psicoterapeuta, mi occupo di vista?

La psicologia si è occupata di percezione visiva dagli inizi del XX secolo, grazie al contributo della psicologia della Gestalt. Secondo questa corrente di pensiero, la capacità di percepire il mondo circostante è possibile grazie a schemi interpretativi innati presenti nella mente umana e non ha quindi senso studiare la percezione visiva solo dal punto di vista ottico-meccanico. Da allora si sono moltiplicati gli studi di psicologia della visione ed è impossibile pensare alla vista senza prendere in considerazione la nostra mente. In che modo ciò che accade nella mente può cambiare come guardiamo il mondo?

Per dare una risposta a questa domanda è importante interrogarsi su come funzionano i nostri occhi, non solo dal punto di vista fisiologico, ma soprattutto dal punto di vista emotivo-relazionale.

È da tempo diffusa la consapevolezza che gli occhi sono connessi alla parte più profonda di noi e riflettono la nostra personalità. Per esempio, Socrate sosteneva che dietro agli occhi ci fosse la mente, dietro alla mente l'anima, e che per curare gli occhi fosse necessario curare l'anima. La ricchezza della vita interiore si manifesta nella gamma di sentimenti visibili nei nostri occhi, che possono apparire luminosi, spenti, ridenti, scintillanti, sfavillanti, tristi, terrorizzati, ecc.

Per conoscere realmente le emozioni della persona di fronte, è sufficiente guardare con calma i suoi occhi e lasciarsi guidare dall’espressione che emerge: ha uno sguardo supplichevole, desideroso, guardingo, diffidente, erotico, carico d’odio o forse confuso? Con un po’ di esercizio si riesce a riconoscere il vissuto delle persone con un semplice sguardo.

Gli occhi permettono infatti di entrare in relazione con gli altri ed è forse il canale privilegiato utilizzato per stabilire un primo contatto. Quali sensazioni si provano nel guardare negli occhi la persona di fronte? Ci si sente spontanei o forzati? Si vorrebbe evitare il contatto o cercarlo disperatamente? Sono tutte informazioni molto preziose che aiutano a conoscersi meglio.

Gli occhi si adeguano al modo di relazionarsi con il mondo e modificano di conseguenza la loro capacità di mettere a fuoco. Cosa si nasconde dietro agli occhi miopi, ipermetropi, astigmatici, strabici, ecc.?

Come spiega Reich nei suoi scritti, così come le esperienze di vita possono portare alla formazione di tensioni croniche nei muscoli del corpo, lo stesso accade negli occhi, che mettono a fuoco grazie ai muscoli oculomotori. Reich riteneva che le tensioni croniche fossero distribuite nel corpo in segmenti trasversali rispetto al tronco, come delle cinture costrittive. Il primo anello di tensione da lui descritto è proprio il segmento oculare.

Attraverso un lavoro sugli occhi è possibile rilasciare le tensioni dei muscoli oculomotori e contattare in questo modo le emozioni represse.

Spero che la connessione tra vista e psicologia sia ora più chiara.

Per comprendere come la rieducazione visiva e la bioenergetica agiscano a favore degli occhi, invito a leggere le altre sezioni del mio sito.

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